p 11 .

Paragrafo 1 . L'aumento demografico.

     
Gi  a  partire dall'et carolingia si era verificata un'inversione
di  tendenza nel ciclo demografico europeo: la popolazione,  seppur
moderatamente,  aveva ripreso a crescere. Il fenomeno  si  accentu
nel  corso  del decimo secolo e raggiunse la massima intensit  fra
l'XI   e   il  tredicesimo  secolo,  per  poi  arrestarsi,  davanti
all'effetto combinato di carestie ed epidemie, nella prima met del
Trecento.
     La  consistenza e i ritmi della crescita variarono da  zona  a
zona:  secondo i calcoli pi recenti, la popolazione  italiana,  in
questo  arco di tempo, raddoppi, raggiungendo i dieci  milioni  di
abitanti,  mentre quella dell'Inghilterra triplic;  sarebbe  stata
comunque la Francia la nazione pi popolosa del continente.
     Le    testimonianze   della   ripresa   demografica   emergono
innanzitutto   da  quelle  preziose  e  rare  fonti   documentarie,
caratterizzate  da  una certa continuit cronologica,  che  sono  i
registri fiscali e gli inventari delle grandi propriet. Fra i  pi
noti di essi  da annoverare il Domesday Book (Libro del giorno del
giudizio),  una sorta di catasto dei possessi del re d'Inghilterra,
Guglielmo il Conquistatore, da lui stesso fatto redigere nel  1086;
dagli  atti  dei  due manoscritti che compongono l'inventario,  gli
studiosi  hanno  potuto  quantificare la  popolazione  inglese  del
tempo,  che   apparsa numericamente molto inferiore a  quella  dei
successivi censimenti.
     Ma   stata la toponomastica, la scienza che studia i nomi dei
luoghi  ed  i  loro  significati, a  fornire  le  prove  pi  certe
dell'aumento  demografico in atto. Grazie  ad  essa,  gli  studiosi
hanno  potuto ricostruire la mappa degli insediamenti umani che,  a
partire  gi  dal  nono  e dal decimo secolo,  vengono  fondati  in
localit  che  si sapeva essere state in precedenza  abbandonate  o
occupate da paludi, boschi e foreste.
     Sono  quei  villaggi, registrati e talvolta sopravvissuti  con
nomi  come  "villanuova",  "al bosco", o che  si  riferiscono  alla
parola "dissodare", che tradiscono in modo lampante la loro origine
e la loro collocazione sul territorio.
     Il diboscamento, il dissodamento, e la bonifica di nuove terre
richiedevano un enorme dispendio di energie e di lavoro  umano:  la
realizzazione di tali opere ci rivela, quindi, la presenza  di  una
massiccia quantit di uomini, per i quali la terra non offriva  pi
risorse  sufficienti,  e che erano costretti  a  conquistare,  dove
capitasse, spazi incolti da rendere produttivi.
     La ripresa demografica favor, oltre all'acquisizione di nuove
terre  da  mettere  a  coltura,  la  suddivisione  di  quelle   gi
coltivate; l'organizzazione tradizionale infatti era ormai divenuta
inadeguata di fronte all'inarrestabile sviluppo della popolazione.
     
     p 12 .
     
     A   partire   dall'XI  secolo  il  pi  intenso  e   razionale
sfruttamento del manso - quella circoscritta unit coltivabile  che
in precedenza doveva soddisfare le esigenze di una sola famiglia  -
rese possibile la sua suddivisione in lotti, destinati a pi gruppi
familiari.
     Esaminate  le testimonianze, restano ora da indicare  i  reali
fattori  che  consentirono l'incremento della popolazione  europea,
pur  se  l'analisi minuziosa del fenomeno comporta  il  rischio  di
scambiare gli effetti dello sviluppo demografico con le sue  stesse
cause.
     Condizioni senza dubbio pi favorevoli alla riproduzione umana
e  all'attivit  lavorativa  furono determinate  dalla  fine  delle
incursioni di pirati e razziatori, che avevano flagellato  l'Europa
dall'inizio  del  nono secolo fino alla met del  decimo;  tuttavia
questo  dato  non appare come il fattore scatenante  della  ripresa
demografica, che, come abbiamo visto, ha inizio precedentemente,  a
partire dall'et carolingia.
     Si  pu  allora  concludere  che  all'origine  dell'incremento
demografico  dell'Occidente, o parallelamente ad  esso,  si  stesse
verificando  una evoluzione e uno sviluppo dell'agricoltura,  forse
favorita   dall'avvento  di  migliori  condizioni   climatiche.   I
progressi   in  agricoltura,  a  loro  volta,  furono   incentivati
dall'aumento della popolazione, che necessitava di sempre  maggiori
quantit di derrate alimentari.
